| le diverse tossi |
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- La tosse che si associa al raffreddore, e' inizialmente secca e insistente, poi "grassa", catarrale, e alla fine dopo alcuni giorni (non meno di 5-6, ma anche fino a due settimane) se ne va; utile puo' essere l'uso di soluzione fisiologica o ipertonica, per "lavare" e liberare il naso, oppure soffiare il naso nei bambini capaci di farlo.
- Nei bambini cosiddetti "catarrali" , gli episodi di tosse e raffreddore, si susseguono uno dopo l'altro, tanto che a volte i periodi di benessere sono piu' brevi dei periodi di malattia, o sembra che il bambino sia "sempre malato"; in realta' questa e' una condizione molto frequente nel bambino di 2-3 anni che comincia a socializzare, e incontra per la prima volta i virus respiratori (rinovirus, adenovirus, ecc..) magari favorito in questo dal contatto con gli altri bambini (asilo, scuola materna); e' una situazione che a volte puo' complicare la vita dell'intera famiglia, ma in genere e' limitata nel tempo: crescendo questi bambini, non si ammaleranno piu' degli altri; in questi casi e' il tempo che "guarisce" il bambino.
- La tosse che accompagna la laringite (o laringo-tracheite) e' principalmente notturna, ha il caratteristico timbro metallico, "a cane che abbaia", o "come il verso della foca", e in genere raggiunge il massimo di notte; spesso e' preceduta da naso chiuso e respirazione a bocca aperta, e a volte c'e' anche febbre; la cosa migliore da fare subito e' l'aerosol con due fiale di un cortisonico, come beclometasone o fluticasone o budesonide; se c'e' associata una importante difficolta' respiratoria e' opportuno fare visitare rapidamente il bambino dal pediatra o al Pronto Soccorso pediatrico
- La tosse che dura piu' di 10 giorni puo' essere associata a un'infezione bronchiale da Mycoplasma (o altri batteri "atipici"); queste patologie si manifestano in genere con tosse insistente a volte associata a cefalea o vomito, a volte febbre; la visita del torace non evidenzia spesso nulla di significativo; un antibiotico del gruppo dei macrolidi (claritromicina o azitromicina) per 7 giorni e' il farmaco da usare. In questi casi l'antibiotico puo' ridurre la durata dell'infezione, che comunque guarisce spontaneamente
- Altre volte la tosse persistente oltre i 10 giorni, catarrale, associata a scolo di muco-pus dal naso e in fondo alla gola (retrofaringe) si associa ad un'infezione dei seni paranasali (sinusite); la maggior parte delle sinusiti si risolvono spontaneamente, ma nelle forme che non tendono a migliorare, e' opportuno somministrare un antibiotico, l'amoxicillina, per almeno 10 giorni.
- La tosse ricorrente (cioe' che passa, ma a distanza di qualche settimana ricomincia) puo' essere legata ad una ipersensibilita' dei recettori della tosse; riguarda in genere bambini dell'eta' dell'asilo, a volte anche bambini piu' grandi, e si caratterizza per attacchi di tosse secca, che si accentuano di notte, spesso compromettendo per 3-4 notti il sonno del bambino e dell'intera famiglia; in questi bambini come detto, i recettori della tosse rispondono in modo eccessivo alle infezioni virali, e alla conseguente infiammazione delle vie respiratorie fino ai bronchi; cosi' anche stimoli banali quali il naso chiuso e l'aria secca inalata dalla bocca, o la posizione distesa, scatenano accessi di tosse prolungati per tutta la notte. Qui i farmaci sono poco efficaci, puo' essere utile e' far dormire il bambino con due cuscini, arieggiare la stanza aprendo la finestra, eventualmente un po' di latte caldo e miele. Con il crescere del bambino questo problema non cosi' frequente, ma molto disturbante, si risolve completamente.
- La tosse che accompagna una bronchite (o tracheo-bronchite) si puo' associare a febbre piu' o meno alta; la tosse da secca diventa "produttiva", cioe' si sente il "catarro che si muove"; l'episodio acuto (non esiste nel bambino la bronchite cronica), si risolve in alcuni giorni (5-7-10); in genere non richiede antibiotici perche' la bronchite, se non associata a sinusite con scolo "denso" e persistente dal naso, e' in pratica sempre d'origine virale.
- D'origine virale sono anche la bronchite asmatica (o d'origine allergica nei bambini piu' grandi), e la bronchiolite del bambino piu' piccolo (primo anno di vita); in queste patologie la tosse e la febbre possono essere piu' o meno presenti, ma il sintomo che prevale e' l'impegno e la difficolta' respiratori (respiro frequente, ansimante o respiro "corto"); nella bronchite asmatica sono utili i broncodilatatori (salbutamolo) in spray con distanziatore o aerosol; ad essi si associano i cortisonici per bocca (es betametasone) per le forme piu' impegnative. Nella bronchiolite questi farmaci non hanno dimostrato efficacia, tanto piu' nel bambino piccolo; nella bronchiolite e' importante garantire l'apporto di latte (o altri liquidi) al bambino; l'altra cosa importante e' il monitoraggio da parte del pediatra, che per una dispnea importante consigliera' il ricovero, in modo da poter somministrare al bambino l'ossigeno, necessario nelle forme con maggiore difficolta' respiratoria.
- La tosse che persistente, solo diurna, e' spesso una tosse psicogena. La tosse psicogena si risolve un po' alla volta, ed e' equivalente ad un tic; bisogna quindi solo rassicurare il bambino.
- La tosse della broncopolmonite infine, si associa a febbre alta e a difficolta' respiratoria, a volte anche dolore toracico; l'antibiotico per bocca e' in genere efficace, e tale efficacia va verificata con il miglioramento delle condizioni generali del bambino, nel giro di 1-2 giorni, e lo sfebbramento entro 3 giorni.
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